Veloci e flessibili, la ricetta alle sfide per le aziende

L’INTERVISTA. Dorotea Mader, con un passato al vertice del colosso Schwarz, segue un programma di sviluppo delle imprese altoatesine nel settore Automotive

“Nuovi modi di pensare di agire di collaborare e di scambiare conoscenza"

Le aziende dell’Alto Adige, così come tantissime altre a livello globale, si dovranno confrontare con la grande sfida legata a cambiamenti a diversi livelli: digitalizzazione, transizione alla sostenibilità, la scarsità di collaboratorori/trici qualificati, il cambiamento strutturale di interi settori e le rinnovate esigenze da parte dei clienti. C’è una ricetta per un futuro meno incerto? Prova a darci delle risposte Dorotea Mader. Quest’ultima ha lavorato, per 14 anni e da ultimo come amministratore delegato nel gruppo Schwarz, uno dei più grandi gruppi della grande distribuzione al mondo. Oggi supporta aziende e responsabili come consulente, sparring partner e business coach sistemica nei processi di sviluppo e trasformazione.

Cosa rende le sfide che le aziende devono affrontare oggi così diverse da quelle di 15 anni fa? Stiamo vivendo una fase di cambiamento intensa, nella quale non cambiano solo i processi, ma interi sistemi. Le aziende oggi devono essere veloci e flessibili, in grado di adattarsi a necessità completamente nuove dei loro clienti e del mercato. Si potrebbe affermare senza timore di sbagliarsi che forse in passato le aziende hanno vissuto cambiamenti di così grande impatto, solamente nel periodo della rivoluzione industriale. Come primo fattore dobbiamo considerare il fenomeno della digitalizzazione che si sta introducendo in modo prepotente nelle aziende, e con essa la relativa necessità di adattamento a tutti i livelli.

Dove si arriverà attraverso tale processo?
La digitalizzazione approderà in molti settori, per agevolare l’obbligatoria transizione verso lo sviluppo tecnologico e la sostenibilità, e non concederà alcun genere di ritardo. Per questa ragione stiamo parlando di cambiamenti epocali, mutamenti che non accadevano
con questa velocità e un così forte
impatto fin dalla notte dei tempi.

Tuttavia, è vero che ogni periodo, anche nell'economia, ha le sue peculiarità e momenti di “disruption”, di interruzione.
Questo è vero, ma i megatrend che si stanno delineando ora, nel bel mezzo del business, stanno portando a degli sconvolgimenti globali, con effetti che impatteranno anche sui figli dei nostri figli. Per tornare al paragone con la rivoluzione industriale: oggi, a differenza di allora, non basteranno semplicemente nuovi tools e macchinari, al contrario, servirà molto altro.

In che senso esattamente?
Provo a riassumere in breve; quando i sistemi cambiano in modo così profondo come di questi tempi, si rende assolutamente necessario l’approfondimento e l’apprendimento totale di molteplici nuovi comportamenti, nuove metodologie e di innovativi modi di pensare le cose, a partire dal proprio modo di agire, di collaborare, di scambiare
know-how. L’individuo, nel suo ruolo di valore per l’azienda si trova di fronte ad un twist di 180° rispetto alle proprie abitudini oramai da tempo radicate, dovendo fare i conti con il conseguente disagio derivante da tante incertezze. Per fare un esempio, la gran parte delle professioni che saranno parte integrante del futuro, verranno letteralmente pensate e inventate nel corso dei prossimi anni. Questo, naturalmente, si trasformerà anche in una colossale opportunità da cogliere per scoprire e far emergere capacità e valore finora inesplorati e magari nascosti nei meandri dell’azienda.

Vuol dire che la fiducia nel nuovo è uno dei fattori sui quali contare di più?
Non esattamente, o meglio direi non solo questo, si tratta piuttosto di una sorta di virtuosa combinazione tra la fiducia nella propria azienda, i propri responsabili e un mix con un mindset che include un comportamento proattivo. Secondo le mie esperienze, i due fattori vanno di pari passo. In molte imprese, la cultura aziendale al momento è ancora vissuta in modo tale per cui i collaboratori/trici non sono veramente incoraggiati a lavorare in modo autonomo, attivo e creativo, e l'atmosfera lavorativa proattiva non è respirabile ovunque in modo tale da invitare le persone a partecipare.

E allora, che fare?
Per aiutare la persona, ovvero la figura più importante nel processo di cambiamento, ad avere fiducia in sé stessa e nel datore di lavoro, è necessario creare dialoghi e spazi all’interno del daily business al fine di poter scambiare know-how, opportunità di collaborazione e sperimentazione, generando la condizione psicologica equivalente al sentirsi liberi ed importanti, pur essendo sul posto di lavoro. In fondo, sono proprio i collaboratorori/trici che nelle aziende devono aiutare e contribuire per far crescere il valore dell’impresa.

E lo scambio di informazioni?

Esatto, un’ulteriore opportunità da cogliere ed esplorare è tutto il know-how coperto, la “Tacit knowledge”, che al momento, come accade per un iceberg, per la sua maggior parte si trova sotto il livello dell’acqua in posizione apparentemente inaccessibile. Creando spazi e misure per incoraggiare lo scambio di informazioni tra i reparti e le persone, non solo si crea fiducia ed interazione, ma anche l’accessibilità per far emergere questo grande pool di conoscenze. Questa è senza alcun dubbio una chance da cogliere, d’altro canto come ben sappiamo, proprio nella squadra di lavoro spesso si può trovare una delle risposte più importanti alla frequente e fatidica domanda di come poter rimanere competitivi nel futuro, soprattutto quando quest’ultimo ci sembra particolarmente incerto.

Si potrebbe pensare che le tecnologie dovrebbero essere di supporto.

Questa idea spesso ci conforta e magari ci illude, ma realisticamente purtroppo non è sempre così, lo sviluppo tecnologico l'avanzamento della digitalizzazione sono opportunità straordinarie questo è fuor di dubbio, ma inevitabilmente portano con sè maggiori complessità, e possono contribuire con effetti alterni, spesso negativi, nell ´aumentare piuttosto che nel diminuire la pressione sui collaborator:ici, qualora essi non siano adeguatamente accompagnati attraverso misure ad hoc per creare un mindset ed una cultura flessibile, basata su fiducia e proattività.

FARE RETE
Innovare sempre, dalla Alupress alla Gkn Driveline Un hub per le aziende Automotive Excellence Südtirol è stata fondata da primarie aziende dell’industria automotive con sede in Alto Adige con l’obiettivo di creare un Open Innovation Hub con focus sulle sfide tecnologiche e industriali legate al settore automotive e della mobility in generale. Le attuali aziende membri della rete sono: Abuscom, Alupress, Autotest, Gkn Sinter Metals (Gkn Pm), Gkn Driveline e Intercable. La consulenza Human&Human è stata fondata nel 2020 da Dorotea Mader e Esther Ausserhofer. La società supporta aziende e dirigenti come consulenti, sparring partner e business coach sistemici nei processi di sviluppo e trasformazione.

Con la sua esperienza nella gestione di un’azienda internazionale, più concretamente come possono agire tutti coloro che si trovano nella gestione delle aziende e che devono decidere i prossimi passi?

Le discussioni sui temi di transizione sono ragionamenti con un Dna tipico da human resources che ora, con all’orizzonte queste nuove sfide, vanno portati avanti con i responsabili Hr (risorse umane, ndr) insieme al Ceo. I leader, hanno la grande occasione di creare nuove culture nelle loro aziende, se si creano gli spazi che permettono ai collaboratori/trici di imparare ed amare nuove competenze, tutti passi molto importanti per agevolare questi ultimi, affinché abbraccino con gioia ed entusiasmo l'introduzione di nuove tecnologie. La condivisione delle conoscenze e la collaborazione, sono importanti catalizzatori per stimolare la curiosità ed elevare la motivazione. Inoltre, come ben sappiamo, nel prossimo futuro anche tra aziende e interi settori, la collaborazione giocherà un ruolo ancora più importante.

Insomma, il presupposto potrebbe essere quello di mettere al centro i propri collaboratori/trici come un primo importante passo verso un’obbligata modernizzazione del mondo azienda.
Sulla base di questo principio, per esempio, abbiamo anche creato un programma di co-learning interaziendale e lo abbiamo sviluppato insieme alle aziende più importanti del settore automotive in Alto Adige, associate nella rete Automotive Excellence. Settore quest’ultimo che per esempio, si trova fin d’ora già molto sotto pressione, dovendosi confrontare immediatamente e senza tentennamenti con questi repentini cambiamenti epocali.


In che cosa consiste?
Si tratta di un programma di co-innovazione e co-learning interaziendale, in cui persone di tutti i livelli e settori passano un certo tempo, diluito su diverse settimane insieme per imparare e provare le competenze necessarie per una mentalità agile e orientata alle opportunità digitali. Certamente, così come è accaduto con Fit For The Future (il programma che ho descritto), sono gli stessi responsabili delle aziende che hanno la responsabilità di prendere la decisione di investire nei propri collaboratori. Non si tratta solo di un mero investimento nelle carriere delle persone che partecipano, ma è altresì un saper scegliere e puntare decisamente nella direzione della stabilità dell’azienda. Il programma è aperto anche ad altre aziende? L’anno scorso insieme alla rete Automotive Excellence, abbiamo lanciato un primo progetto-pilota che era un prototipo riservato solo alle aziende nella rete stessa. Quest’anno invece, chiunque lo desideri può partecipare e può candidarsi. Le aziende di questo settore prima di ogni altra cosa sanno che, alla fine, l'obiettivo comune dev’essere quello di contribuire ad una società di individui gioiosamente co creatori, e questo vale anche nella nostra regione. Anche se il futuro può sembrarci ancora offuscato e incerto, è solo con prospettive di questo genere che potremmo guardare avanti con fiducia e il necessario ottimismo.
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